Ital-Maroc

Boussetta post on giugno 11th, 2009

L’INSEGNAMENTO DELLA LINGUA ITALIANA IN MAROCCO

 

L’italiano è insegnato in Marocco da molti anni. I primi corsi di lingua italiana furono organizzati dall’IIC con sede a Rabat, unico in tutto il territorio, fondato nel 1971. Per quanto riguarda l’insegnamento dell’italiano nelle università marocchine, i primi corsi di lingua e cultura italiana furono attivati rispettivamente nel 1986 all’Università di Rabat e nel 1987 all’Università di Casablanca.

Nell’anno accademico 2001-2002 è stato, inoltre, aperto il dipartimento di italianistica presso la facoltà di Lettere e Scienze Umane dell’Università Mohamed V.

Nell’ambito degli Accordi bilateriali tra il Marocco e l’Italia, nell’anno scolastico 1993-1994 il Ministero dell’Education Nationale, de l’Enseignement Supérieur, de la Formation des Cadres et de la Recherche Scientifique ha inserito l’italiano nei programmi curriculari in 20 scuole superiori del Regno.

Attualmente l’italiano viene insegnato in:

 

32 scuole medie

51 licei

1 dipartimento presso la Facoltà di Lettere e Scienze Umane dell’Università Mohammed V di Rabat

1 dipartimento presso la Facoltà di Lettere e Scienze Umane dell’Università Hassan II di Casablanca

parecchie università (dove si insegna l’italiano come lingua complementare)

Centre Régional des Métiers de l’Education et de la Formation  (CRMEF ex CPR) di Rabat

Ecole Normale Superieure (ENS) di Rabat

 

Nell’anno scolastico 1993-94, il Ministero marocchino dell’Education Nationale, de l’Enseignement Supérieur, de la Formation des Cadres et de la Recherche Scientifique ha introdotto l’insegnamento della lingua italiana come lingua straniera in 20 licei marocchini (più della metà dei licei è nella zona di Casablanca-Mohammedia).

Gli studenti iscritti ai corsi di lingua italiana sono attualmente intorno alle 3500 unità in tutte le 51 scuole superiori del Regno. Pochi studenti pero’ dopo la maturità si iscrivono a uno dei due dipartimenti di italianistica soprannominati.

Gli insegnanti d’italiano nei licei marocchini sono attualmente 50 e sono tutti docenti marocchini. Quasi tutti sono laureati in lettere ed hanno una formazione in didattica dell’italiano come lingua straniera. Per il loro aggiornamento, previsto anche dagli Accordi culturali tra l’Italia e il Marocco, vengono organizzati corsi in loco tenuti da esperti in didattica dell’italiano a stranieri o esperti nel campo letterario. Dal 2005 è obbligatoria una laurea in italianistica per poter accedere al corso di formazione all’ENS e due anni di formazione presso lo stesso dipartimento per accedere al corso di formazione per docenti di scuola media al CPR di Rabat. Dal 2012 la formazione di docenti di licei e quelli di scuola media è stata affidata a un nuovo centro nominato CRMEF (Centre Régional des Métiers de l’Education et de la Formation). Sono ammessi ai corsi di formazione presso il CRMEF coloro che hanno il titolo di laurea o equippolente.

L’ENS non forma più docenti di liceo. Dall’anno accademico 2013-2014 è attivato un corso di master in didattica della lingua italiano a stranieri.

Dall’anno scolatico 2006-2007, sono stati attivati corsi in sei scuole medie in sei accademie.  i docenti di italiano nelle scuole medie sono 38.

L’insegnamento dell’italiano nelle scuole marocchine punta allo sviluppo delle quattro abilità linguistiche ponendosi le seguenti mete educative generali:

  • La culturalizzazione dello studente, cioè l’acquisizione della propria identità culturale e la conoscenza di culture diverse in vista di un certo relativismo culturale;
  • La socializzazione del discente, cioè la capacità di comunicare con gli altri e di instaurare rapporti positivi con loro;
  • L’autopromozione del discente, cioè la sua capacità di realizzare un proprio progetto personale.

In questa prospettiva si devono considerare le seguenti mete specifiche per l’insegnamento della lingua italiana. (Balboni 1994)

Il discente deve saper:

  • padroneggiare le abilità linguistiche mediante lo sviluppo di processi cognitivi interrelati
  • impiegare la lingua come strumento di azione in un determinato contesto comunicativo e culturale
  • consolidare la propria capacità di attuare strategie e la propria autonomia approfondendo la competenza glottomatetica.

L’approccio glottodidattico adottato si caratterizza come segue:

  • Centralità del discente e dei suoi bisogni comunicativi ;
  • Centralità della comunicazione e quindi della competenza comunicativa come oggetto del processo di apprendimento che si basa quindi su atti comunicativi;
  • Autenticità del materiale didattico;
  • Valutazione basata non solo sulla tradizionale correttezza formale ma anche sull’efficacia pragmatica e sull’appropriatezza socio-culturale dei risultati. (Boussetta e Giansanti 2000)

Il curricolo della lingua italiana è suddiviso per unità didattiche secondo il modello di Balboni (1994) che osserva le fasi di motivazione, globalità, analisi, sintesi, riflessione e controllo, mettendo al centro dell’atto didattico lo studente.

Il materiale utilizzato nelle classi di italiano comprende libri di testo di matrice comunicativa autorizzati dal Ministero dell’Education Nationale
Fonte: Boussetta (2006) (adattamento 2013)

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